## Il doppio massimo dell'argento suscita preoccupazioni: ecco cosa dicono i grafici tecnici
Nel corso della sessione statunitense di mercoledì 7 gennaio, sia l'oro che l'argento hanno registrato una pressione ribassista. I trader che operano con scadenze brevi hanno colto l'occasione per incassare guadagni, mentre i rialzisti rimangono cauti di fronte alla robusta barriera tecnica rappresentata dai massimi storici.
Le quotazioni del giorno parlano chiaro: il future sull'oro febbraio ha chiuso a 4467,2 dollari per oncia, perdendo 28,9 dollari; quello dell'argento marzo ha perso 2,819 dollari, fermandosi a 78,22 dollari l'oncia. Un movimento che racconta di una cautela diffusa nel mercato delle materie prime preziose.
## Quando il grafico dell'argento sussurra un avvertimento ribassista
L'analisi dell'andamento oro e dei grafici correlati rivela un elemento particolarmente degno di attenzione sul COMEX di New York. Il contratto futures sull'argento di marzo sta tracciando un pattern tecnico potenzialmente pericoloso per i rialzisti: un doppio massimo invertito. Se i prezzi dovessero scendere al di sotto di 69,255 dollari l'oncia—il minimo fra i due massimi—il pattern si confermerebbe, innescando presumibilmente una cascata di ordini di vendita stop-loss preimpostati.
Gli operatori attenti stanno monitorando l'andamento del prossimo movimento. Nel caso di una conferma ribassista, il primo supporto critico si colloca a 75,70 dollari, seguito da 75,00 dollari. Verso l'alto, la resistenza immediata risiede a 79,00 dollari, con un ostacolo maggiore a 80,00 dollari.
## L'oro rimane sorretto dalla domanda ufficiale globale
Mentre i fattori tecnici pesano sugli argenti nel breve termine, i fondamentali dell'oro continuano a supportare il metallo giallo. La Banca Popolare cinese ha proseguito il suo ciclo di acquisizioni, aggiungendo 30.000 once al mese di dicembre. Da novembre 2024, l'istituzione ha accumulato complessivamente circa 1,35 milioni di once, equivalenti a 42 tonnellate.
Questo sostegno dalle banche centrali, unito alle tensioni geopolitiche e al flusso di capitali dai mercati obbligazionari verso asset rifugio, ha permesso all'oro di registrare la migliore performance annuale dal 1979. Una dinamica fondamentale che contrasta con la volatilità tecnica delle ultime settimane.
## Il grafico dell'oro: livelli cruciali per la prossima mossa
Dal punto di vista tecnico, il future sull'oro febbraio presenta chiari livelli di riferimento. La barriera psicologica e tecnica più importante rimane il massimo contrattuale di 4584,00 dollari l'oncia—una conquista fondamentale per i tori. Un'eventuale chiusura al di sopra segnerebbe il prosieguo del trend rialzista di più ampio respiro.
Nella sessione odierna, la resistenza immediata si trova a 4512,40 dollari (massimo di ieri), seguita da 4550,00 dollari. Il supporto di breve termine è il minimo odierno a 4432,90 dollari, con ulteriore protezione a 4400,00 dollari. Un break al di sotto di quest'ultimo livello aprirebbe la strada verso 4200,00 dollari per gli short.
## Il contesto macro: dollaro e Treasury ancora in gioco
L'indice del dollaro USA ha registrato un lieve rafforzamento, mentre il petrolio continua a scendere intorno ai 56,50 dollari al barile. I rendimenti dei Treasury USA decennali si collocano attorno al 4,15%, mantenendo il loro peso sulla dinamica dei metalli preziosi e dell'andamento oro grafico complessivo.
Per l'argento marzo, il movimento odierno ha elevato le probabilità di conferma del pattern ribassista già discusso. La resistenza storica si attesta a 82,67 dollari l'oncia, mentre il supporto critico per la conferma ribassista rimane a 69,225 dollari.
La prossima seduta sarà cruciale: l'azione del prezzo dell'argento potrebbe guidare anche quella dell'oro nel medio termine.
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## Il doppio massimo dell'argento suscita preoccupazioni: ecco cosa dicono i grafici tecnici
Nel corso della sessione statunitense di mercoledì 7 gennaio, sia l'oro che l'argento hanno registrato una pressione ribassista. I trader che operano con scadenze brevi hanno colto l'occasione per incassare guadagni, mentre i rialzisti rimangono cauti di fronte alla robusta barriera tecnica rappresentata dai massimi storici.
Le quotazioni del giorno parlano chiaro: il future sull'oro febbraio ha chiuso a 4467,2 dollari per oncia, perdendo 28,9 dollari; quello dell'argento marzo ha perso 2,819 dollari, fermandosi a 78,22 dollari l'oncia. Un movimento che racconta di una cautela diffusa nel mercato delle materie prime preziose.
## Quando il grafico dell'argento sussurra un avvertimento ribassista
L'analisi dell'andamento oro e dei grafici correlati rivela un elemento particolarmente degno di attenzione sul COMEX di New York. Il contratto futures sull'argento di marzo sta tracciando un pattern tecnico potenzialmente pericoloso per i rialzisti: un doppio massimo invertito. Se i prezzi dovessero scendere al di sotto di 69,255 dollari l'oncia—il minimo fra i due massimi—il pattern si confermerebbe, innescando presumibilmente una cascata di ordini di vendita stop-loss preimpostati.
Gli operatori attenti stanno monitorando l'andamento del prossimo movimento. Nel caso di una conferma ribassista, il primo supporto critico si colloca a 75,70 dollari, seguito da 75,00 dollari. Verso l'alto, la resistenza immediata risiede a 79,00 dollari, con un ostacolo maggiore a 80,00 dollari.
## L'oro rimane sorretto dalla domanda ufficiale globale
Mentre i fattori tecnici pesano sugli argenti nel breve termine, i fondamentali dell'oro continuano a supportare il metallo giallo. La Banca Popolare cinese ha proseguito il suo ciclo di acquisizioni, aggiungendo 30.000 once al mese di dicembre. Da novembre 2024, l'istituzione ha accumulato complessivamente circa 1,35 milioni di once, equivalenti a 42 tonnellate.
Questo sostegno dalle banche centrali, unito alle tensioni geopolitiche e al flusso di capitali dai mercati obbligazionari verso asset rifugio, ha permesso all'oro di registrare la migliore performance annuale dal 1979. Una dinamica fondamentale che contrasta con la volatilità tecnica delle ultime settimane.
## Il grafico dell'oro: livelli cruciali per la prossima mossa
Dal punto di vista tecnico, il future sull'oro febbraio presenta chiari livelli di riferimento. La barriera psicologica e tecnica più importante rimane il massimo contrattuale di 4584,00 dollari l'oncia—una conquista fondamentale per i tori. Un'eventuale chiusura al di sopra segnerebbe il prosieguo del trend rialzista di più ampio respiro.
Nella sessione odierna, la resistenza immediata si trova a 4512,40 dollari (massimo di ieri), seguita da 4550,00 dollari. Il supporto di breve termine è il minimo odierno a 4432,90 dollari, con ulteriore protezione a 4400,00 dollari. Un break al di sotto di quest'ultimo livello aprirebbe la strada verso 4200,00 dollari per gli short.
## Il contesto macro: dollaro e Treasury ancora in gioco
L'indice del dollaro USA ha registrato un lieve rafforzamento, mentre il petrolio continua a scendere intorno ai 56,50 dollari al barile. I rendimenti dei Treasury USA decennali si collocano attorno al 4,15%, mantenendo il loro peso sulla dinamica dei metalli preziosi e dell'andamento oro grafico complessivo.
Per l'argento marzo, il movimento odierno ha elevato le probabilità di conferma del pattern ribassista già discusso. La resistenza storica si attesta a 82,67 dollari l'oncia, mentre il supporto critico per la conferma ribassista rimane a 69,225 dollari.
La prossima seduta sarà cruciale: l'azione del prezzo dell'argento potrebbe guidare anche quella dell'oro nel medio termine.